L’Etna è entrato in una fase eruttiva particolarmente instabile dalla fine di luglio 2026, con episodi esplosivi ed effusivi che si sovrappongono. I VONA (Volcanic Observatory Notice for Aviation) emessi dall’INGV Osservatorio Etneo sono oscillati tra rosso e arancione più volte ad agosto. Per i viaggiatori in Sicilia, la questione non è più se l’Etna sia attivo, ma come interpretare questi segnali operativi per adattare un itinerario.
VONA e allerta aviazione sull’Etna: decodifica dei passaggi rosso-arancione di agosto 2026
La sequenza di allerta di agosto 2026 richiede una lettura granulare. L’INGV ha pubblicato diversi VONA in pochi giorni, con una rapida alternanza tra codice rosso e codice arancione. L’intensificazione delle fontane di lava a fine luglio ha innescato il passaggio al rosso, seguito da un degrado verso l’arancione, poi un ritorno temporaneo al rosso prima di un nuovo abbassamento all’arancione il 15 agosto.
Un codice rosso aviazione segnala la presenza di ceneri vulcaniche nello spazio aereo a quote di crociera o nelle vicinanze. Restrizioni immediate colpiscono allora l’aeroporto di Catania. Il ritorno all’arancione non estingue il rischio: traduce una riduzione delle emissioni di ceneri in quota, mentre l’attività eruttiva a terra può rimanere sostenuta.
Osserviamo che la stampa generalista riassume questi episodi come semplici “chiusure di aeroporto”. Seguire l’attività dell’Etna oggi giorno per giorno permette di distinguere le fasi in cui solo le arrivi sono sospesi da quelle in cui l’intero traffico è interrotto. Dopo il degrado del 15 agosto, Catania ha ripreso i suoi voli, ma con slot ridotti e ritardi a catena per diversi giorni.

Valle del Bove e cratere Voragine: mappatura delle bocche attive di agosto 2026
L’attività non si limitava ai crateri sommitali. All’inizio di agosto, si sono aperte bocche effusive nella Valle del Bove, producendo colate laviche mentre episodi esplosivi continuavano in cima. Questa configurazione doppia (effusiva a fianco, esplosiva in cima) complica la delimitazione delle zone di esclusione.
Il cratere Voragine, solitamente meno mediatico rispetto al cratere Sud-Est, ha registrato un’attività esplosiva notevole a metà agosto. Con la Bocca Nuova, forma il complesso centrale dell’Etna. La loro riattivazione congiunta modifica la dinamica di degassificazione dell’edificio.
Questa distinzione ha conseguenze dirette per i escursionisti. Le colate nella Valle del Bove scendono verso est, lontano dai sentieri classici del versante sud. Tuttavia, le ricadute di ceneri e le proiezioni balistiche dalla Voragine coprono un perimetro più ampio attorno alla cima.
Conseguenze sulle zone accessibili
Al di sopra di circa 2.500 m (stazione di arrivo della funivia), l’obbligo di guida certificata si applica in modo permanente. Quando l’attività si intensifica, le ordinanze municipali abbassano i limiti di altitudine consentiti. Quella del sindaco di Sant’Alfio, datata 8 agosto 2026, impone l’accompagnamento da parte di guide alpine o vulcanologiche, vieta di uscire dai sentieri segnalati e fissa un limite a 2.050 m sul versante nord-est.
- Versante sud (Rifugio Sapienza): accesso libero in autonomia alle altitudini basse, ma la funivia e le escursioni in alta quota possono essere sospese senza preavviso non appena viene emesso un VONA rosso
- Versante nord-est (Sant’Alfio): ordinanza locale che limita l’accesso a 2.050 m, controlli di attrezzatura possibili, guida raccomandata
- Valle del Bove: zona di colate attive ad agosto 2026, accesso chiuso dalle autorità e sorveglianza rinforzata dall’INGV
Aeroporto di Catania: cronologia delle chiusure e diritti dei passeggeri
L’aeroporto di Catania-Fontanarossa ha subito chiusure ripetute tra l’8 e il 15 agosto 2026, in piena alta stagione. Le arrivi sono state sospese fin dall’8 agosto a causa delle ricadute di ceneri. Sono seguite riaperture parziali, interrotte da nuove restrizioni.
Ogni passaggio del VONA ha provocato una reazione a catena sul traffico aereo. I passeggeri reindirizzati verso aeroporti di emergenza si trovano di fronte a capacità limitate, poiché queste infrastrutture secondarie non assorbono facilmente un tale spostamento di traffico.
Il regolamento europeo CE 261/2004 si applica, ma le eruzioni vulcaniche sono classificate come circostanze straordinarie. Le compagnie devono fornire assistenza (alloggio, pasti, riprotezione), mentre nessun indennizzo forfettario è dovuto per una cancellazione legata alle ceneri. Raccomandiamo di verificare le condizioni della propria assicurazione viaggio: le polizze standard escludono spesso eventi vulcanici.

Organizzare un’escursione sull’Etna in periodo di attività vulcanica
L’INGV Osservatorio Etneo garantisce un monitoraggio continuo. Tremori vulcanici, emissioni di SO₂ e CO₂, deformazione del suolo, monitoraggio termico tramite satellite: questi parametri alimentano bollettini quotidiani. Consultare questi dati il giorno prima di un’escursione permette di anticipare una restrizione piuttosto che scoprirla ai piedi della funivia.
- Controllare il livello del VONA sul sito dell’INGV prima di ogni uscita: un codice giallo o arancione non vieta necessariamente l’escursionismo a bassa quota, ma un codice rosso sospende ogni escursione sopra la zona forestale
- Prevedere un equipaggiamento adatto all’altitudine (la cima supera i 3.300 m): freddo, vento e nebbia pongono più problemi della lava per la maggior parte degli escursionisti
- Portare una maschera FFP2 in caso di ricadute di ceneri fini, anche a bassa quota sul versante sottovento
- Confermare che la propria guida possieda la certificazione richiesta dalle ordinanze locali, i controlli sono stati rinforzati ad agosto 2026
L’Etna rimane accessibile al di fuori delle fasi parossistiche, a condizione di basare ogni uscita sui dati del giorno. Le settimane di agosto 2026 mostrano che la finestra tra due episodi esplosivi può ridursi a poche ore. La flessibilità logistica (aeroporto di emergenza, notte aggiuntiva, itinerario alternativo) è parte integrante della pianificazione di un soggiorno in Sicilia orientale.



