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Orario scolastico al liceo: i metodi degli studenti che hanno trovato il loro equilibrio

La seconda prevede un monte ore settimanale di circa trenta ore di lezione, a cui si aggiungono fasce orarie senza lezioni che l’orario scolastico non…

Lycéenne en seconde organisant son emploi du temps avec un agenda et des cahiers colorés sur son bureau

Il secondo anno delle superiori prevede un carico settimanale di circa trenta ore di lezione, a cui si aggiungono intervalli senza lezioni che l’orario non specifica. La sfida dell’equilibrio non si risolve con la volontà di «organizzarsi meglio», ma con la capacità di trasformare questi tempi morti in occasioni produttive, proteggendo al contempo il sonno e le energie cognitive.

Ore buche al secondo anno delle superiori: trasformare il tempo imposto in tempo di studio effettivo

Un rapporto dell’Ispettorato generale pubblicato nel luglio 2023 descrive giornate che talvolta comprendono diverse ore senza lezioni, con vincoli legati ai trasporti che costringono alcuni studenti a restare a scuola dall’apertura alla chiusura. Questa realtà crea uno scarto tra il tempo libero sulla carta e il tempo di attesa imposto e privo di obiettivi.

Gli studenti che riescono a mantenere risultati costanti distinguono due tipi di intervalli liberi. Il primo, subito dopo una lezione impegnativa (scienze, matematica), serve a rileggere immediatamente gli appunti, quando la memoria di lavoro conserva ancora la struttura della lezione. Il secondo, a fine giornata o prima di un intervallo in attesa del trasporto, è più adatto alle attività meccaniche: esercizi applicativi, schede di vocaboli.

In diversi licei europei, in Danimarca o nel Regno Unito, questi intervalli sono organizzati sotto forma di study periods inserite nell’orario scolastico. In Francia, la capienza del CDI (centro di documentazione e informazione) è spesso limitata, perciò gli studenti sono costretti a trascorrere questi intervalli in spazi poco adatti alla concentrazione. Individuare prima dell’inizio dell’anno un luogo tranquillo (un’aula studio poco frequentata, un angolo della mediateca) può fare davvero la differenza.

Diversi studenti che sono riusciti a ottimizzare il proprio orario al secondo anno delle superiori raccontano che assegnare un compito preciso a ogni ora buca, già dalla domenica sera, ha alleggerito notevolmente il carico di lavoro a casa.

Studente del secondo anno delle superiori consulta il diario scolastico nel corridoio di un liceo francese

Come distribuire lo studio durante la settimana: la trappola della domenica sera

Concentrare i compiti e il ripasso nel fine settimana è l’abitudine più diffusa all’inizio del secondo anno delle superiori, ma anche la più controproducente. Il carico cognitivo accumulato in cinque giorni di lezione non si recupera con due sessioni di tre ore il sabato e la domenica.

Suddividere il ripasso in brevi sessioni quotidiane dà risultati migliori rispetto a due lunghe sessioni a fine settimana. Una sessione di venti o trenta minuti, dedicata a una sola materia, dopo il rientro a casa, basta per consolidare gli argomenti affrontati quel giorno.

L’orario del secondo anno delle superiori comprende spesso materie nuove (scienze economiche e sociali, scienze digitali e tecnologia), i cui codici non sono ancora familiari. Gli studenti che ottengono buoni risultati dedicano a queste discipline un intervallo fisso all’inizio della settimana, invece di rimandarle per privilegiare le materie che già padroneggiano.

Un programma settimanale che tiene conto della stanchezza

Il lunedì e il martedì sono in genere i giorni più impegnativi per numero di lezioni frontali. Svolgere gli esercizi di matematica o fisica-chimica proprio in quelle serate significa studiare quando si è al massimo della stanchezza.

  • Lunedì e martedì sera: rilettura attiva delle lezioni del giorno (evidenziare, riformulare a margine), senza dedicarsi a lunghi elaborati scritti.
  • Mercoledì pomeriggio: sessione di studio principale, dedicata ai compiti da consegnare e agli esercizi che richiedono ragionamento.
  • Giovedì e venerdì: ripasso mirato delle materie del giorno successivo, in sessioni di massimo venti minuti.
  • Fine settimana: una sola sessione organizzata il sabato mattina per prepararsi alla settimana successiva; il resto del tempo libero resta tale.

Questo schema non è rigido. L’obiettivo è distribuire il carico su cinque giorni anziché concentrarlo in due.

Sonno e schermi al secondo anno delle superiori: due fattori che contano più del metodo

Le indagini di Santé publique France mostrano che il rapporto dei giovani con gli schermi è più sfumato di quanto suggerisca il consueto discorso sul «smettere di usarli la sera». Gli usi passivi (scorrere i contenuti senza uno scopo) e quelli attivi (ricerca di informazioni, comunicazioni scolastiche) non hanno lo stesso effetto sull’addormentamento né sulla qualità del sonno.

Uno studente del secondo anno delle superiori che finisce i compiti alle 21 e poi passa quarantacinque minuti a scorrere passivamente un social network ritarda l’ora in cui si addormenta senza ricavarne alcun beneficio. Al contrario, un rapido scambio nel gruppo della classe per chiarire un argomento può essere utile, purché resti breve.

Stabilire un orario in cui spegnere gli schermi, anziché vietarli, è la strategia più realistica. Gli studenti che descrivono un equilibrio duraturo non rinunciano agli schermi, ma riservano loro un intervallo limitato, come a qualsiasi altra attività della giornata.

Sonno e orario scolastico: fare il calcolo a ritroso

Partire dall’ora della sveglia imposta dalla prima lezione e sottrarre otto ore permette di stabilire l’ora ideale per andare a letto. Se la prima lezione è alle 8 e il tragitto dura trenta minuti, la sveglia suona alle 7: l’ora ideale per coricarsi è quindi entro le 23. Tutto ciò che sottrae tempo a questa fascia (compiti fino a tardi, schermi, attività sportiva serale) si traduce in un debito di sonno che si accumula durante la settimana.

Due studenti del secondo anno delle superiori confrontano i propri orari e si organizzano insieme nella biblioteca del liceo

Attività extrascolastiche e carico di studio al secondo anno delle superiori: trovare il giusto equilibrio

Rinunciare a ogni attività sportiva o artistica per «concentrarsi sullo studio» è un errore frequente. La salute mentale degli studenti delle superiori è un indicatore di equilibrio da prendere sul serio, al di là dei soli voti. Gli studenti che mantengono un’attività regolare riferiscono di gestire meglio lo stress e di riuscire a concentrarsi con maggiore costanza durante le lezioni.

Il punto di svolta si colloca in genere oltre tre appuntamenti settimanali dedicati alle attività extrascolastiche. Al di sotto di questa soglia, l’attività favorisce il recupero. Al di sopra, entra in diretta competizione con il tempo dedicato allo studio individuale e al sonno.

  • Mantenere un’attività fisica o creativa, anche limitandola a un solo appuntamento settimanale, aiuta a preservare l’equilibrio mentale.
  • Evitare di programmare l’attività nelle serate dei giorni scolastici più impegnativi (spesso il lunedì o il martedì).
  • Rivalutare il numero di attività a ogni trimestre, in base al carico scolastico effettivo e non a quello previsto.

L’equilibrio al secondo anno delle superiori non dipende da un metodo miracoloso, ma da scelte concrete: assegnare un compito a ogni ora buca, distribuire lo studio durante la settimana, proteggere il sonno stabilendo un orario in cui spegnere gli schermi e mantenere almeno un’attività extrascolastica senza sentirsi in colpa. Questi accorgimenti, messi alla prova settimana dopo settimana, finiscono per creare un ritmo stabile, più affidabile di qualsiasi programma teorico.

Orario scolastico al liceo: i metodi degli studenti che hanno trovato il loro equilibrio